GIUSVALLA e altro....

Sunday, June 28, 2009


appunti - foto di Giusvalla pubblicate

Saturday, May 23, 2009

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Thursday, December 15, 2005



Lorenzo Patetta dei Vigneroli disubbidisce al parroco di Rochetta nel 1706.
(Vertenza contro Lorenzo Patetta per aver fatto battezzare il figlio a Cairo)
ricerca di Bruno Chiarlone

Vengo a conoscenza di un episodio curioso: un parrocchiano, certo Lorenzo Patetta, abitante in località Vigneroli, decide di battezzare suo figlio nella chiesa di Cairo (San Lorenzo), anziché portarlo nella parrocchiale S. Andrea di Rocchetta; ricaviamo la notizia dettagliatamente descritta nella lettera, datata 20 dicembre 1706,. manoscritta dallo stesso don Giorgio Marchisio, parroco di Rocchetta Cairo e inviata alla diocesi di Acqui.
Per questo motivo Patetta si reca in canonica a Rocchetta il 20 dicembre e chiede l’autorizzazione al prete del paese il quale però gliela nega (e li ho dato la negativa). Il genitore lo prega ancora di dargli il premesso che battezzeranno il figlio a Cairo e informa che i suoi familiari sono già partiti da casa per portarlo nella chiesa nel capoluogo (m’ha di nuovo pregato della permissione, e li ho confermato la negativa). Ma don Giorgio per la seconda volta gli nega il permesso e lo informa che sarà castigato (per questa infrazione che sarà castigato, niente di meno ha voluto andar a farlo battezzar là).
Quindi il parroco di Rocchetta scrive al suo “Signore e Padrone” (Vostra Signoria reverendissima) chiedendo cosa si deve fare (acciò mi dica quia agendum). Dopo cinque giorni era Natale, ma non per questo, il parroco si sentiva autorizzato a essere benevolo e pietoso verso il parrocchiano disubbidiente, mentre a “Vostra Signoria Reverendissima”, augurava “colma d’ogni felicità le imminenti feste”, si firmava con umiltà e “obbligatissimo vostro Giorgio Marchisio”.

La lettera di risposta viene manoscritta dal cancelliere nel latino ecclesiastico subito dopo la Befana e inviata alla parrocchia di Rocchetta Cairo. Il Promotore fiscale della mensa episcopale di Acqui Terme, riassume e commenta il fatto: il parrocchiano Lorenzo Patetta senza licenza, anzi in spregio del divieto datogli dal parroco ha osato portare il suo bambino nato lì sotto la parrocchia suddetta a far battezzare nel detto luogo di Cairo. Questo agire del genitore va a pregiudizio espresso non solo del suo proprio parroco e dei diritti di quella parrocchia, ma anche di questa diocesi [di Acqui] (et per consequens non sit tollerandus, nec imponitus reliquendus huiusmodi excessus et attentatus) come se il parrocchiano sembrasse volersi esimere, e per conseguenza non è da tollerare né da lasciare impunito un eccesso e un attentato di tal genere.
A compimento della giustizia (pro complemento iustitiae) il Procuratore Fiscale della Mensa episcopale acquese richiede dunque di assumere o di far assumere esatte informazioni sulla base di quanto premesso e quindi constatato quanto basta, si faccia procedere come di diritto, ecc.. La lettera è stata dettata l’11 gennaio 1707; dal Procuratore e vista dal signor Vicario Generale Episcopale, che ha incaricato e incarica il parroco di assumere le informazioni richieste e di trasmetterle, affinché possa concedere la necessaria autorizzazione al riguardo.

Ma ormai a Rocchetta la frittata era stata fatta prima di Natale, la negazione parrocchiale non era stata ascoltata: come se la sarà cavata per l’eccesso e l’attentato (excessus et attentatus) quel disubbidiente di Lorenzo Patetta?

Per approfondire a nostra volta i fatti, precisiamo che la parrocchia di Cairo, fino al 1817, era sotto la diocesi di Alba e quindi il battesimo del parrocchiano di Rocchetta (diocesi di Acqui) fu fatto sotto un’altra diocesi, senza permesso.
Dal libro dei battesimi di Cairo, troviamo che l’ultimo battesimo dell’anno 1706, fu proprio quello del piccolo nato il 19 dicembre in regione Vigneroli che era figlio di Lorenzo Patetta e di Margherita. I padrini furono Pietro Restagnus e Anna Rubea mentre il celebrante fu don Seghino, vice curato. Sapete come fu chiamato? Come il parroco di Rocchetta. Giorgio.

Le lettere:

Molto illustre, et reverendissimo Signore et Padrone mio Colendissimo
Questa mattina e venuto Lorenzo Patetta habitante nella contrada de Vignaroli finaggio di Cairo e membro di questa Parochia, à chiamarmi licenza di portar un suo figliolo a bettezzar a Cairo, e li ho dato la negativa, e m’ha replicato che già s’erano partiti da casa i suoi col figliolino verso Cairo, che perciò m’ha di nuovo pregato della permissione, e li ho confermato la negativa dicendoli, che avanti, che sarà castigato, niente di meno ha voluto andar a farlo battezzar là.
Onde ne porgo motivo a Vostra Signoria reverendissima, acciò mi dica quia agendum. E con questo facendole humillima riverenza col baciarle devoto le mani, mi raccomando.
Rocchetta Cairo li 20 dicembre 1706

A Vostra signoria Reverendissima a cui auguro colma d’ogni felicità le imminenti feste
Humillimo et obbligatissimo vostro Giorgio Marchisio


Risposta.

Il signor Promotore fiscale di questa mensa episcopale pretende che Lorenzo Patetta abitante sulli fini di Cairo nella contrada Vignaroli, che fa parte della parrocchia di Rocchetta di Cairo, di questa diocesi, sotto la giurisdizione della quale si trova, senza licenza, anzi in spregio del divieto datogli dal parroco del medesimo luogo di Rocchetta di Cairo, ha osato portare il suo bambino nato lì sotto la parrocchia suddetta a far battezzare nel detto luogo di Cairo; poiché ciò va a pregiudizio espresso non solo del suo proprio parroco suddetto e dei diritti di quella parrocchia, ma anche di questa diocesi, come se sembrasse volesse esimere, e per conseguenza non è da tollerare né da lasciare impunito un eccesso e un attentato di tal genere; a compimento della giustizia si richiede dunque di assumere o di far assumere esatte informazioni sulla base di quanto premesso…. E quindi constatato quanto basta si faccia procedere come di diritto, ecc..

11 gennaio 1707; dettata dal Procuratore Fiscale della Mensa episcopale acquese e vista dal signor Vicario Generale Episcopale, che ha incaricato e incarica il parroco di assumere le informazioni richieste e di trasmetterle, affinché possa concedere la necessaria autorizzazione al riguardo.

Praetendit D. Promotor fiscalis Huis mansae Episcopalis, quod Laurentius Patetta degens super finibus Cayri in contrata de Vigaroli membro, et sub iurisditione Parrochiae Loci Rochettae Cayri huius Diocesis ausus fuit absque licentia immo in spretum negativae sibi datae a D.Domino Parocho eiusdem loci Rochettae Cayri deferre eius infantem natum ibidem sub dicta Parochia ad baptizari faciendum in, et ad dictum locum Cayri; Quia hoc tendit in expressum praeiudicium non tam dicti eius proprii Parochi,et iurium eius Parochialis, sed etiam huius Diecesis,quasi quod videatur ab his velle se exirere, et per consequens non sit tollerandus, nec imponitus relinquendus huiusmodi excessus, et attentatus; ideo pro complemento iustitiae requiritur sub praemissis exactas informationes sumi, vel sumendas comitti…..melius etc.. et inde constito quantum sufficiat procedi possit prout de iure etc..

1707 et die ij Januarij. Producta per D. Procuratorem fiscalem dicentem.et Reverendissimus D. Vicarius generalis episcopalis aquensis sed etc.. visaque, commisit et committit quatenus requisitas informationes sumat,et transmittat, ut inde supra facultatem necessariam eidem concedere etc.. Aquis etc.

Caitus Cancellerius





Murale su di una vecchia casa a Rocchetta Cairo (Savona) Italia eseguito nel 1990 da sette artisti locali.

Bigliettino d'auguri spedito da Reid Wood - State of Being, Oberlin, OH.